About

Da Acireale (CT) mi trasferisco a Milano nel ’68. Dopo la maturità scientifica frequento gli studi di filosofia presso l’università statale, ma mi diplomo alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” nel 1975. Frequento vari seminari: Mario Gonzales, Dominic De Fazio, Colombaroni. Dal 1975 al 1989 lavoro con il teatro dell’Elfo nel gruppo dei “Comedians” partecipando a numerosi progetti non solo teatrali.

Quegli anni della Scuola (1973-1975) a Milano erano fortemente influenzati dal “Piccolo Teatro” e dai magnifici spettacoli di Giorgio Streler: “Il giardino dei ciliegi”, “Il Campiello”, “Re Lear”, ma soprattutto, l’ “Arlecchino servitore di due padroni” di Goldoni e “L’opera da tre soldi” di B. Brecht. In generale dalla commedia dell’arte col suo grottesco e il teatro Brechtiano col suo straniamento.
In più erano anni molto politici, ovvero dovevamo cambiare il mondo, e quindi si cercava una libertà espressiva travolgendo le regole, nell’autogestione, nel teatro di strada, nell’improvvisazione, e in tutto quello che creava aggregazione, entusiasmo e complicità con l’energia che l’età e le aspettative in un futuro migliore ci davano.
Così è nato il “Teatro dell’Elfo” emulando il “Teatre Du Soleil” e la nostra grande tradizione della commedia dell’Arte. Giovani entusiasti e spericolati che ti facevano venire voglia di fare teatro, questo eravamo, con tutti i nostri limiti, mentre intorno a noi altri facevano lo stesso.

Dopo 15 anni di tournée teatrali, su e giù per l’Italia, con Mediterraneo si è presentata l’occasione del cinema. Il regista era sempre lui Gabriele Salvatores, ma faceva un solo film all’anno, il problema era quindi di trovare altre opportunità. Io ero sempre un attore di Salvatores, così mi presentavano, e questa etichetta mi è rimasta per lungo tempo. Infatti tutti i miei primi personaggi rimasero fortemente connotati dal quel pilota di Mediterraneo: la sarcastica cialtroneria provocatoria e un po’ spaccona di Carmelo La Rosa mi accompagnò in “Le mille bolle blu” con l’evaso Caligiuri, con una dose di spaesamento un po’ vigliacco in “Sud”, cupo e aggressivo in “Camerieri”.
Solo più tardi mi sono liberato del cliché e ho potuto affrontare prove più impegnative e ruoli anche drammatici uscendo dal carattere e da quel grottesco, che certo ti regala subito grande soddisfazione ma che può diventare una gabbia sempre più stretta.

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: