A proposito del Roma fictionfest 2009

10Lug09

La non invidiabile situazione del teatro italiano, con il taglio del Fus (il contributo economico che ne garantisce la sopravvivenza), e quindi , le difficoltà del nostro cinema, per non parlare della sperientazione da tempo cancellata, fanno della televisione la regina dello spettacolo ; con proposte diversificate a secondo dell’età, della fascia oraria…ecc

Tra queste la fiction ha si compito d’intrattenimento ma , a volte, si propone anche come modello della realtà, suo surrogato, sostituisce, in un immaginario non troppo esigente, il cinema, l’opera, il teatro…

Per noi attori una miniera di lavoro, fonte principale di sopravvivenza , sostegno per progetti personali purificatori ma, sempre in perdita. Fatto sta che il meglio degli attori italiani si aggira per il fictionfest con l’aria leggermente frastornata , come se si trattasse di una parentesi , non lo è , rassegnatevi , il resto non esiste più. O comunque questo è il rischio.

Il sono un attore, mi piace il mio lavoro, mi diverto, e non solo con la commedia, mi piace proprio giocare, recitare e ,sopratutto, cambiare, non essere classificabile, non appartenere a qualche gruppo,scuola, parrocchia, partito, il mio lavoro me lo consente. Posso far ridere, lanciare messaggi sociali, sensibilizzare su un tema, sposare una causa, far finta di essere impegnato, far finta di essere stupido, essere originale, far parte di un cliché. E’ la cosa, che io conosca, più vicina alla libertà.

Si può fare della buona televisione, nonostante i tempi stretti di lavorazione, le sceneggiature spesso superficiali, e siamo noi attori quelli che fanno la differenza, con l’impegno, la creatività, la voglia di sorprendere sempre, perchè un attore è sempre un attore, con Vanzina o con Antonioni.

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